Genitori impotenti
O di come ogni battaglia è persa
Quando diventiamo genitori ci viene assegnata una missione: crescere ed educare al meglio i nostri figli, con l'obiettivo più o meno dichiarato di prepararli alla vita in modo che possano essere felici. O almeno questo è quello che penso di dover fare io.
Solo che è una missione difficile, per la quale non siamo stati addestrati e che non abbiamo di fatto nessuna arma sufficientemente efficace per vincere.
È il Vietnam: vieni paracadutato in una giunga di urla e pannolini maleodoranti armato solo di salviette umidificate, sempre troppo poche. Si tratta di un gioco di cui non ti hanno spiegato le regole, perché in fondo non ne esistono. Inutile cercare di applicare il metodo scientifico, perché a quelle che sembrano le medesime premesse corrispondono eventi completamente diversi.
Ma la cosa che non mi aspettavo di provare è quel senso costante e totale di impotenza.
Impotenza davanti all’impossibilità comunicativa, nell’incapacità di consolare un malumore di chissà quale origine, nell’impossibilità di evitare le testate al muro da nervoso, di fargli capire che non si lanciano gli oggetti.
Perché per quanto tu possa passare del tempo a spiegargli che non si fa, che non serve a nulla, che non c’è motivo, il pargolo di turno troverà sempre il modo di farsi un livido in fronte contro qualche superficie dura e un oggetto tremendamente solido da tirare per il nervoso.
La cruda realtà è che non possiamo circondarli di pluriball per evitare cocci o ammaccature.
Non possiamo costringerli a mangiare, a non stare in piedi sul letto, a non darci pizze in faccia per gioco, a non lamentarsi di notte. Non possiamo convincerli a essere felici.
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Parola d’ordine: empatia
Ovviamente l’internet offre rimedi ad ogni problema: allo svezzamento, al sonno, ai capricci e al naso che cola. Peccato che sia tutta fuffa. A prescindere da se si tratti di consigli dettati dal buon senso e da studi seri o meno.
Sono fuffa perché se mi consigli di favorire lo svezzamamento facendo un buffet colorato di piselli carote e ogni altro alimento consentito, il bambino che non ha intenzione di mangiare da solo, prende quella roba e la lancia per casa.
Sono fuffa perché se mi dici di accogliere i suoi momenti di rabbia facendolo sentire amato, accogliendo i motivi della sua ferocia, ma spiegandogli le ragioni dei divieti, ti stai aspettando della ragionevolezza da un bambino che sta solo provando una immensa voglia di andare sull’altalena mentre è già occupata e gli frega cazzi delle tue insensate spiegazioni.
L’empatia è sicuramente una direzione giusta, ma non è la soluzione ad ogni male.
La cinta
Un breve inciso per dire che ovviamente le punizioni corporali di qualsiasi tipo per insegnare come si sta al mondo non sono neanche da prendere in considerazione, sia perché moralmente discutibili, ma anche perché sono sostanzialmente inefficaci.
Resilienza
Non avendo trovato alcuna soluzione, ho sviluppato una insospettabile capacità di resilienza agli eventi. Un misto tra le parole “rassegnazione” e “vabbhé”.
Quando Grace si dimena e urla mentre la cambio, mi concentro sulle azioni che sto facendo.
Sfilare la manica destra e poi la sinistra, sbottonare gli automatici sul lato della maglietta, alzarla fino a sopra la testa e cercare di non strusciarla troppo sulla fronte.
Sapendo di non poterla convincere a non essere pesantemente contrariata dal dover essere spogliata e rivestita, cerco di farmi scivolare addosso le sue ossessive rimostranze ed essere il più efficiente possibile nel ridurre i tempi di quell’attività fastidiosa.
Con Noah è più complesso perché devo fare i conti con il senso di inadeguatezza che sento quando mi confronto con le sue difficoltà. Un padre dovrebbe essere sempre in grado di capire i bisogni del figlio. Ma mi ripeto che autocommiserarmi non è utile a lui quanto non aiuta me ad essere un genitore migliore e quindi, come ogni ostacolo, deve essere rimosso.
😱 Cosa ho sbagliato questa settimana
Il nido ci ha chiesto una foto di Noah a settembre e l’hanno ottenuta da pochi giorni. Da Grace ci hanno chiesto un sacchetto di terra per un orto didattico: l'ha comprato mio suocero ed è in macchina in attesa di essere consegnato da due settimane buone.
🫶 Angolo della Gratitudine
Accorgermi che nella versione cartacea del diario della gratitudine, di cui questo è un greatest hits, una buona parte delle cose che scrivo gira intorno al cibo e questa è una cosa che mi fa sorridere e fa molto “me”;
Leggere “I tre piccoli gufi” la mattina alle 7 sul tappeto morbido con Noah che, in piedi appoggiato sulla mia spalla destra aspetta che finisco di leggere per girare pagina e Grace che, gattonando spericolata sopra le mie gambe, vuole toccare le figure.
Piangere vedendo video natalizi a metà novembre.
Avere l’acquolina in bocca mentre stalkero la posizione sulla mappa di Glovo del rider che mi porta la cena.
🔗 Link Belli
Fino a Natale, un video a tema per ogni numero della newsletter. Ecco il primo
Non è questo quello che mi ha fatto piangere.
Iphone e Ipod tra il 2009 e il 2012 avevano una funzione che consentiva con un click di caricare un video su Youtube. Poi Apple e Google hanno cominciato a litigare male e la funzione è stata tagliata. Ma il risultato sono moltissimi video amatoriali tutt’ora presenti su youtube, chissà quanti dei quali caricati per sbaglio. Per trovarli basta fare una ricerca usando i nomi automatici assegnati alle immagini degli Iphone, nel formato “IMG_XXXX”. Ad esempio IMG_0001. Un bel modo di vedere video caserecci di sconosciuti caricati 14 anni fa: dal compleanno della nonna ospedalizzata alle performance canore discutibili. Un tuffo in una amatorialità quasi a livello VHS dal fascino boomer innegabile. Fonte.
Sulla scia degli esperimenti di Amazon KDP, il Contratto tra Fidanzati di Sheldon Cooper da The Big Bang Theory. Also in English.
Tempo addietro ho letto un articolo che indicava i dieci brani che erano in grado di mettere maggiormente di buon umore. Ne ho fatto una playlist su Spotify per i momenti in cui è necessaria.
Rendimi famoso
Se conosci qualcuno a cui potrebbe interessare quello che scrivo, come prima cosa doveresti interrogarti sulla qualità delle tue amicizie. E come seconda cosa dovresti farlo iscrivere.



Ciao Alessandro! Ogni tanto faccio qualche “viaggio nel tempo” tra le newsletter uscite qualche mese fa e ho appena recuperato questa uscita di Genitore 2: ma che meraviglia tutto ❤️ Io per ora sono solo figlia, ma grazie per avermi dato una mano a vedere cosa può essere passato nella testa di madre e padre nella fase delle mia infanzia in cui volevo mettere solo gonne. Grazie!